Pinsa o pizza: questo è il problema

Pinsa e pizza sono le due facce della stessa medaglia, le due metà della mela degustate dagli amanti del salato, che proprio non sanno rinunciare a mangiare almeno una volta al mese, ma che dico al mese a settimana, queste leccornie farcite con ogni ben di Dio.

Se anche tu torni a casa dopo una giornata di lavoro e non vedi l’ora di gustare una vera pinsa romana, questo è l’articolo che non puoi perderti!
Ma prima di addentarci nelle cucine di Deus Pinsa, storica pinseria della capitale presente nei quartieri di Centocelle e del Quadraro, vogliamo partire dalla differenza tra la pinsa e la pizza.

Che differenza c’è tra la pizza e la pinsa?

Dalla forma, al tipo di cottura, alla farina utilizzata, i due impasti sono davvero diversi.
La pinsa è nata in tempi antichissimi, tanto che può essere considerata un’antenata della pizza; addirittura, ne sentiamo parlare nell’Eneide, infatti, Enea la consuma appena giunto nei pressi di Roma, accolto dal re Latino e sua figlia Lavinia.
Una focaccia preparata con una miscela di cereali che veniva impastata, schiacciata e pestata (latino pinsere) e cotta su pietra.

Eh sì, perché la tipica focaccia romana fino a qualche anno fa era conosciuta, un po’ come il cugino supplì, solo a Roma, ma oggi sono più di 5000 le pinserie nel mondo e il numero degli estimatori della pinsa è cresciuto di anno in anno.
La pinsa romana oltre a essere più piccola della pizza, ha anche una forma ovale, e questo dipende dalle sue origini.
Infatti, in antichità era usata come vassoio, sul quale erano poggiate pietanze sugose a base di carne.
Diciamo, che la cottura su pietra rendeva l’impasto troppo duro per essere mangiato.
È solo qualche anno più tardi, dall’incontro con il mondo contadino fatto di farine e cereali, che la pinsa diventa un vero e proprio alimento.
La caratteristica del suo impasto è un mix di farine, che non ritroviamo nella pizza, che, invece, è impastata con un solo tipo di farina alla volta.

Altra differenza tra le due prelibatezze della nostra cucina, è il fatto che l’impasto pinsa richiede un maggior apporto di acqua e soprattutto meno lievito. Ecco perché è meno calorica e più digeribile.
La notizia piacerà molto a chi non mangia la pizza per non ingrassare.
Ebbene nella pinsa a parità di quantità sono presenti meno carboidrati rispetto alla pizza.

Perché la pinsa è più digeribile?

A rendere l’impasto più digeribile sono:

  • La lunga lievitazione, minimo 24 ore
  • Alta idratazione dell’impasto con circa l’80% di acqua
  • Il mix di farine (frumento, soia e riso)
  • L’uso del lievito madre
  • Nessun uso di grasso animale
  • Poco olio

Avrai sicuramente notata la croccantezza esterna e la morbidezza interna della focaccia romana. Beh, molto dipende dall’impiego della farina di riso.
Inoltre, quando ne mangi una da Deus Pinsa non hai quella sensazione di sete, che invece provi quando mangi la pizza, perché l’aggiunta di sale avviene nell’impasto con la medesima quantità di olio.

Tra le pinserie romane Deus Pinsa è ormai un punto di riferimento per la preparazione di pinse al momento e menù no stop! Bada bene, che pinsa no stop, non è sinonimo di scarsa qualità.
Scegliamo sempre ingredienti di prima scelta per condire una pinsa originale e dall’alta digeribilità.

Non ci credi? Provare per credere! Vienici a trovare in via Casilina, 809 (quartiere Centocelle) e via Selinunte, 35 (quartiere Quadraro).



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Pinsa romana:
la pizza degli antichi romani

Il nome

Viene dal latino 'Pinsere' che in italiano significa allungare, stendere: per questo ha una forma ovale.

Alta digeribilità

Grazie alla diversa idratazione dell’impasto, la Pinsa risulta molto più digeribile della classica Pizza.

La pizza degli antichi romani

La Pinsa Romana nasce prima della pizza, secondo la tradizione da un’antica ricetta romana.
Imperatore

Salutare

L'impasto della Pinsa contiene meno grassi, carboidrati e proteine rispetto alla classica Pizza.

Ricetta

Soia, riso e frumento sono alcuni degli ingredienti originali della Pinsa Romana.

Gustosa

Deus Pinsa offre oltre 30 tipi diversi di Pinse Romane, sia salate che dolci.
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